Occhi, profumi e maharaja: itinerario nel nord dell'India
Mercanti di Old DelhiLa Moschea Jama Mashjid

 

 

Credo che nel Mondo ci siano Paesi che non possono lasciare indifferenti, nel bene o nel male.

Quei posti che, si dice in modo riduttivo e forse un po’ banale, che si amano o si odiano. Talmente lontani da noi, dal nostro modo di pensare, dalle nostre abitudini, che ti fanno sentire immediatamente anni luce lontano da casa. Ti fanno sentire diverso e fuori contesto. E sentirsi lontani dalla propria zona di comfort può mettere a disagio, oppure può farti vivere il viaggio con ancora maggior curiosità, con grande voglia di capirlo, di conoscerlo, fino ad ottenere l’effetto quasi opposto: farti diventare quasi parte di quell’ambiente e, perché no, farti anche sentire a tuo agio.

Paradossale? Forse.

L’India incute un po’ di timore perché è immensa, caotica, sporca e affollata; non si riesce nemmeno ad intuire vagamente né lingua né scrittura. Lasciarsi trasportare dall’istinto, in India, non è per niente facile, almeno per i primi giorni.

 

  Per le vie di Old Delhi  

 

Il nostro impatto con New Delhi è piuttosto…inquinato!

Jitender, il nostro autista (…già, abbiamo un autista visto che guidare in India è un’impresa e usare i mezzi pubblici non è il modo migliore per ottimizzare i tempi!) ci lascia sul grande viale di fronte al Rashtrapati Bhavan, la residenza del governatore. E’ l’India più inglese che indiana.

Davanti ai cancelli due guardie stanno pigramente vigilando. E’ mattina presto e in giro non si vede nessuno; per le guardie siamo più un diversivo che un pericolo e ci chiedono di fare una foto con loro. Stupore! Tra sorrisi, strette di mano e un abbraccio (stupore!!) inizia il nostro soggiorno indiano.

 

  Il Palazzo del Governatore  

 

 

  La foto chiesta dalle guardie!  

 

Sorrisi a parte, non è l’India che ti aspetti, quella di New Delhi. E’ quella del governo degli inglesi, dei palazzi in stile di Sua Maestà, dei grandi viali e dell’India Gate, arco commemorativo dei soldati morti nella I guerra mondiale.

Non è l’India che cerchiamo. Quella caotica, colorata, chiassosa e senza un ordine apparente la troviamo nei vicoli stretti di Shahjahanabad, la vecchia Delhi.

 

Ci avviciniamo ad un gruppo di uomini che, seduti sui loro risciò, stanno aspettando qualche cliente. Ci vergogniamo a contrattare la cifra richiesta: si tratta di pochi spiccioli, ma fa parte del rituale. Ci infiliamo tra i vicoli stretti e affollati in un lento slalom tra qualche mendicante, alcune vacche sacre e tantissimi venditori di qualsiasi merce: dal cibo ai fiori, dai vestiti alle pentole. Sopra di noi si dipana un continuo groviglio di fili elettrici; una matassa inestricabile che non ha un inizio, ma soprattutto non ha una fine.

 

  Per le vie di Old Delhi  

  

Il nostro giro invece finisce all’ingresso della Jama Mashjid, la grande Moschea della città vecchia. Siamo infatti nel grande quartiere musulmano di Delhi e questa Moschea, che risale al 1650, fu voluta addirittura dall’allora Imperatore Moghul. Il cortile centrale, dove si trova la vasca per le abluzioni, è enorme e durante la preghiera del venerdì arriva ad ospitare diverse migliaia di persone.

 

  Abluzioni alla Moschea di Jama Mashjid  

 

Tra i punti di interesse di Old Delhi c’è il Forte Rosso, così chiamato per il colore dell’arenaria con cui è costruito. Risale all’inizio del 1600 ed era la residenza dell’imperatore Moghul Shah Jahan, lo stesso che fece erigere la grande Moschea. Oggi, con i suoi bastioni lunghi oltre due chilometri, è il più grande monumento di Old Delhi.

 

Un’altra opera da non perdere a Delhi è il complesso monumentale del Qutb Minar: i primi monumenti islamici dell’India. Sulla vasta area spicca la torre in arenaria rossa, appunto il Minar, eretta all’inizio del 1200 per celebrare l’avvento dei musulmani a Delhi e come simbolo della potenze dell’Islam. La costruzione, alta oltre 70 metri e finemente decorata, era un minareto che richiamava i fedeli alla preghiera.

Delhi è la porta d’accesso all’India del nord e per visitarla sono sufficienti due giorni.

 

  Qutb Minar  

 

Guarda le foto di Delhi

 

Solitamente, per chi limita il viaggio al nord, la tappa successiva, lasciata Delhi è Jaipur.

Jaipur è detta “la città rosa” per il colore uniforme degli edifici del centro storico. Ciò che sembra un romanticissimo esperimento architettonico, fu in realtà un espediente per coprire il fatto che le case furono state costruite con materiali molto scadenti.

A Jaipur i luoghi di interesse sono – appunto – la città rosa, il famosissimo Palazzo dei Venti e il Palazzo Reale, mentre una decina di chilometri fuori città, il forte di Amber.

Da quest’ultimo edificio inizia la nostra visita di Jaipur. Il forte è aggrappato ad un colle e circondato da due laghi. Le acque sono il primo livello di difesa, completato poi dalle alte mura che circondano l’intero edificio e si allungano poi sulla collina stessa.

 

  Forte di Amber: cortile delle parate  

 

Passando attraverso la Porta del Sole si accede al primo grande cortile del forte utilizzato per le parate, mentre al livello superiore si trova la sala per le pubbliche udienze. Il fatto che sia sostenuta da 40 colonne rende perfettamente l’idea della grandezza!

La parte sud del cortile è chiusa dalla meravigliosa Ganesh Pole: una porta finemente decorata e dipinta, la cui principale caratteristica (che ritroveremo anche nel più celebre Palazzo dei Venti) è il secondo piano con le finestre traforate. Questo sistema permetteva alle donne reali di assistere alle cerimonie pubbliche senza essere viste.

 

  Forte di Amber: Ganesh Pole  

 

Ciò che colpisce maggiormente di questo complesso è proprio la ricchezza di disegni e la raffinatezza dei decori, tra i quali anche piccoli specchi e pietre.

 

Di tutt’altro genere invece il centro storico cittadino, dove tra il labirinto delle affollate e strettissime vie si alternano botteghe e venditori di qualsiasi genere. Considerata la nostra passione per i mercati abbiamo seguito l’istinto (il quale, solitamente, non ama né le guide, né le mappe!) e ci siamo persi seguendo un colore, un profumo o un vociare in lontananza…

Del mercato di Jaipur abbiamo scritto qui "Perdersi nel mercato di Jaipur"

Gli altri due punti di interesse di Jaipur sono il Hawa Mahal, ossia il famoso Palazzo dei Venti; e l’osservatorio astronomico.

Il Palazzo dei Venti, simbolo della città rosa, è oggettivamente splendido. Il suo colore, illuminato dai raggi del sole, ha un incredibile effetto magnetico. L’edificio risale al 1799 e i suoi 5 piani, con centinaia di finestre traforate, fu costruito per fare in modo che le donne potessero assistere alle processioni senza essere viste.

 

  Il Palazzo dei Venti  

 

Un’altra meraviglia della città è l’osservatorio astronomico dove, in un ampio parco vennero costruiti, tra il 1728 e il 1734, diciotto strumenti per l’osservazione di stelle e pianeti e soprattutto per la misurazione delle ore. A quest’ultimo scopo fu costruita una curiosa meridiana alta 27 metri, in grado di misurare l’ora con un margine di errore di 2 secondi!

 

  L'osservatorio astronomico  

 

Guarda le foto di Jaipur

 

Lasciata la città rosa, Jitender lancia l’automobile sulla strada 21 in direzione di Agra, ma con l’obiettivo di una tappa intermedia: l’antica città di Fatehpur Sikri...

 

 

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