Giappone: una giornata a Tokyo
Il tempio Senso-jiRikugien Garden

Guarda le foto! 

 

Tokyo, con i suoi 13 milioni di abitanti, è una metropoli immensa e sconfinata e in quanto tale appare più come un insieme di grandi città piuttosto che come un centro urbano dal carattere omogeneo. 

Si rischia pertanto di passare con estrema facilità dai vicoli stretti, con una solida tradizione artigianale, ai palazzi futuristici con videoschermi giganteschi, di visitare un giardino zen o un tempio buddista nel bel mezzo di un borgo ad altissima densità abitativa o di scorgere una piccola izakaya (tipica trattoria giapponese) e subito dietro le luci al neon di un chiassoso centro commerciale.

 

 

  Contrasti giapponesi  

 

Suggerirvi cosa visitare risulta pertanto quasi un'impresa, dal momento che le cose da vedere sono tante e il tempo a disposizione sempre troppo poco. Ma proviamo, almeno per un giorno, a districarci tra i tentacoli di questa indomabile megalopoli.

Per replicare il percorso che vi sto per proporre basta usare la linea Yamanote, la ferrovia di superficie che tramite un percorso circolare tocca tutti i punti principali di Tokyo. I convogli della Yamanote sono facilmente riconoscibili per via del loro caratteristico colore grigio con finiture verdi e nelle ore di punta arrivano a passare ogni due minuti e mezzo, pertanto, i tempi di attesa tra una visita e l'altra saranno brevissimi! 

Sarà una giornata dedicata non solo ai "classici" di Tokyo, infatti, qualche chicca qua e là, fuori dai soliti percorsi turistici, non mancherà.

La giornata inizia scendendo alla stazione di Sugamo, il quartiere dedicato ai nonni. Sì, avete letto proprio bene: ai nonni! Qui noterete fin da subito che i battiti scendono e i ritmi si rilassano, data la presenza di molte persone anziane. Percorrete la via principale Jizo-dori con molta calma ed entrate nei piccoli negozietti che la caratterizzano. Farvi capire dai negozianti magari non sarà semplicissimo ma il problema della lingua si supera, come sempre, con i gesti e vi assicuro che qui potrete fare degli ottimi acquisti: fermagli, foulard, ventagli, bacchette per il cibo e ciotole faranno bella mostra per voi.

Tutto è made in Japan e per fortuna siamo lontani dalle "brutte cinesate" che anche in Giappone possono essere sempre dietro l'angolo!

 

  Le nonne di Sugamo  

 

Passeggiando per questa strada si ha l'idea di tornare indietro nel tempo; i prezzi sono ancora scritti sui cartoncini, i venditori richiamano l'attenzione dei passanti con assaggi e profumi deliziosi e i banconi vengono installati ogni mattina e tolti ogni sera. Sembra di tornare bambini quando si dava la mano alla nonna e si andava assieme al mercato per fare gli acquisti. Io quasi quasi la mano a una di queste nonne l'avrei data sul serio per affermare finalmente che la macchina del tempo esiste!

 

  Negozi a Sugamo  

 

Non dimenticate di comprare dell'intimo rosso che anche da queste parti ha un significato simbolico. Scordatevi il nostro Capodanno e concentratevi sul "tanden" che secondo la medicina cinese è un bottone naturale che abbiamo nel nostro corpo 3-4 centimetri sotto l'ombelico. Insomma, una sorta di terzo occhio posizionato sulla pancia.

Premendo questo punto si sprigiona un'energia capace di farci produrre adrenalina e di combattere i malanni. Per non star lì a toccarci continuamente il terzo occhio (potremmo passare per dei matti!) basta indossare dell'intimo rosso e si ottengono gli stessi benefici. Facile, no?

 

  Intimo rosso  

 

Proseguite e circa a metà della via dello shopping si trova il tempio Koganji dedicato a Togenuki Jizo, protettore della salute fisica. Tutti i giorni molte persone si mettono in fila e lavano la statua del Buddha con un mestolo e poi la asciugano con dei piccoli asciugamani. Pare che l'acqua raccolta sia di buon auspicio tant'è che questi asciugami vengono poi riutilizzati in casa. Fate anche voi come le obachan – le nonnine – e date una pulita alla piccola statua. Come si dice, tentar non nuoce!

 

  In cerca di buona salute!  

 

Sedetevi infine su una delle tante panchine posizionate vicino al tempio e sgranocchiando senbei  (cracker di riso) godetevi il passaggio degli abitanti del quartiere come se foste in prima fila a una sfilata di moda.

Riprendete quindi la Yamanote line e scendete alla fermata successiva chiamata Komagome. Da qui potete raggiungere in pochi minuti il Rikugien Garden, uno dei parchi più belli di Tokyo.

 

  Rikugien Garden  

 

Lungo la strada comprate dei takoyaki (frittelle di polpo) così quando arrivate al giardino saranno ancora tiepidi e potrete gustarli in tutta tranquillità.

Questo parco non è molto conosciuto ai turisti, ed infatti di occidentali quasi non se ne vedono, ma in compenso è ben noto ai locali che soprattutto nei periodi migliori dell'anno (fioritura dei ciliegi ed autunno) lo frequentano affollandolo nei fine settimana. 

 

  Venditori di takoyaki  

 

Se non fosse per i grattacieli che svettano dietro gli alberi, non sembrerebbe nemmeno di essere a Tokyo, tanta è la pace trasmetta da questo piccolo polmone verde.

Rikugi-en significa letteralmente "Giardino dei sei princìpi", in riferimento ai sei elementi basilari che regolano la poesia tradizionale giapponese Waka e all'interno del giardino la disposizione degli elementi vegetali riproduce in miniatura 88 scene tratte da poesie famose.

 

Ogni angolo del Rikugien è diverso e non ci si stanca mai di guardare, scoprendo sempre nuovi paesaggi: al centro un lago abitato da grandi carpe, tutto intorno antiche case da thè, lussureggianti colline, sentieri, ruscelli e ponticelli da cui si può ascoltare il gorgoglio dell'acqua. Tutto è perfettamente curato e in ordine, secondo il rigoroso stile nipponico.

 

  Casa da the  

 

Di tanto in tanto si trovavano dei punti di ristoro, dove si può gustare una tazza di thè verde (matcha) con dei dolcetti mentre si è circondati dalla natura e dai canti delle cicale. A proposito, avete presente il suono frastornante delle cicale che si sente come sottofondo in molti anime giapponesi? Ecco, il suono che fanno è davvero cosi! Fortissimo!!  

 

Restiamo in tema relax; altre due fermate della Yamanote Line e sarete a Nippori, una delle poche zone di Tokyo rimasta illesa dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Passeggiate in Yanaka Ginza e vedrete l'autentica Tokyo della prima metà del Novecento. È una via apprezzata non soltanto dalla gente del quartiere che ci va a fare la spesa, ma anche dagli abitanti del resto della città che si godono l'atmosfera nostalgica. Anche qui, come a Sugamo, ci sono pochissimi prezzi indicati con i numeri arabi ma è quasi tutto scritto con gli ideogrammi; questo può voler dire che in questa zona di Tokyo non è ancora arrivato il turismo di massa e che si vuole mantenere a tutti i costi una certa autenticità.

 

  Yanaka Ginza  

 

Una lenta e dolce melodia, trasmessa in filodiffusione nel quartiere, accompagna questo piacevole spaccato di vita quotidiana. Acquistate uno spuntino (vi consiglio le crocchette al curry)  e mangiatelo bevendo una birra seduti su una cassetta di plastica come fa la gente del posto. 

 

È tempo di proseguire verso il grande parco di Ueno e per raggiungerlo si cammina attraverso un luogo decisamente "poco turistico". Si attraversa infatti il cimitero Yanaka Reien, uno dei più famosi cimiteri buddisti di Tokyo. Qui si respira un'atmosfera decisamente surreale; le automobili, i treni, le insegne dei negozi e le migliaia di persone per strada non ci sono più. Tutto è sparito nel nulla. Non ci sono molti visitatori da queste parti; noi abbiamo incrociato solo qualche addetto alla pulizia delle tombe e abbiamo sentito solo il rumore frastornatene delle cicale, sofferenti (anche loro) a causa del caldo umido. A farci compagnia c'era infine qualche anziana signora che riponeva dei fiori sulle tombe, ornate da lunghe tavole in legno incise con delle preghiere.

 

  Skyline di Ueno  

 

Proseguendo la passeggiata, arriverete al parco di Ueno che sarà ormai tardo pomeriggio. E' un'area particolarmente interessante durante la fioritura dei ciliegi in primavera, ma anche d'estate ha molto da offrire in termini di bellezza.

Ospita, infatti, al suo interno un laghetto di enormi fiori di loto color rosa ed il contrasto con lo skyline scolpito dai grattacieli è veramente suggestivo. Come in ogni parco che si rispetta, non mancano anche qui belle scene di vita quotidiana; tranquilli anziani seduti sulle panchine, sportivi intenti a fare una corsetta rigenerante o bambini alle prese con le arti marziali in un allenamento di gruppo. 

Per il fine giornata raggiungete la stazione di Ueno, vicinissima al parco, e prendete le metro Ginza, unica deviazione alla Yamanote line; il tempo di due fermate e sarete ad Asakusa.

 

Benvenuti nella parte orientale di Tokyo, a lungo nota come " città bassa", dove nel periodo feudale vivevano mercanti ed artigiani.  Asakusa, con il suo famoso tempio e i negozi di artigianato conserva ancora molto dello spirito del periodo Edo. A differenza delle altre aree cittadine, qui sono stati realizzati ben pochi progetti edilizi di rinnovamento urbano, fatta eccezione per il Tokyo Sky Tree, che posizionato in mezzo ai bassi caseggiati, sembra essere stato trasportato nel quartiere dagli alieni.

Il tempio più visitato di Tokyo si trova proprio qui, ad Asakusa. È dedicato alla dea buddista Kannon e si chiama Senso-ji.

 

  La pagoda del tempio Senso-ji  

 

Vi si accede attraverso il favoloso portale rosso Kaminari-mon (Porta del Tuono) sul quale è sospesa la più grande lanterna rossa del Giappone.

Dal portale, sorvegliato da Fujin (il dio del vento) e da Raijin (il dio del tuono) si entra in Nakamise-dori, una strada di negozi dove si susseguono le bancarelle dei souvenir e del cibo di strada. 

Una volta raggiunto l'edificio principale del tempio, è richiesto di inchinarsi per rispetto davanti all'altare e di battere due volte le mani prima di giungerle e di deporre in un tronco una monetina in omaggio a Kannon. La statua della dea che ha reso celebre il tempio non è però visibile e riposa nella "sala del tesoro", alla quale possono accedere solo i monaci. Prima di compiere tutto questo rituale, numerosi giapponesi si fermano davanti al grande incensiere.

 Secondo la tradizione il fumo dell'incenso restituisce la buona salute ed è per questo che i devoti vi si mettono davanti, cercando di farlo entrare in contatto con il corpo attraverso i vestiti. Alla sinistra del tempio si trova la seconda pagoda più alta del Giappone che al calar della sera, quando si accendono le prime luci, diventa molto pittoresca.

 

Acquistare un omikuji (biglietto con una predizione divina) fa parte del divertimento di una visita a un santuario o a un tempio giapponese e naturalmente anche al Senso-ji si può fare. Sono in vendita da quello che si potrebbe definire un "distributore automatico vecchio stampo". Inserite una monetina da 100 yen nella fessura, poi prendete un barattolo d'argento e scuotetelo. Estraete un bastoncino e leggete il suo numero, scritto in kanji. Poi andate a cercate il cassetto corrispondente, prelevate un biglietto e non dimenticate di riposizionare il bastoncino nel barattolo. Se la predizione del vostro biglietto è negativa (la trovate scritta anche in inglese sul retro), non preoccupatevi! Semplicemente, legate il biglietto alla rastrelliera vicina, chiedete maggior fortuna agli dei e ritentate la sorte.

Io ve lo prometto: questa giornata a Tokyo vi resterà nel cuore!

 

Testi e foto di Elisa Marcotto

 

  Lezioni di arti marziali  

 

Potrebbero interessarti anche:

 

Taj Mahal: follia d'amore

  riflessi...   

 

 

  

 

 

 

 

 

 

Orchha: la città nascosta

  I colori di Orchha  

 

 

 

 

 

 

 

 

Varanasi: Mahashmashana

  Varanasi Ghat lungo il Gange  

 

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Seguici su

 

Qualche suggerimento enogastronomico

Le nostre recensioni ...

Facebook Box

 
 

Scrivici