Tutto il verde d'Irlanda...seconda parte!
The Mizen Head - ponteAn Teach Beag - Clonakilty

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Siamo a Glengarriff, dove iniziamo la giornata visitando la Garinish Island, che si raggiunge comodamente in barca con un’attraversata della durata di circa 15 minuti tra isolotti e colonie di foche distese al sole.

La storia della Garinish Island è davvero particolare e ci racconta che il proprietario dell’Isola, Annan Bryce, affidò all’architetto inglese Harold Peto l’incarico di progettare un giardino su quella che all’inizio del XX secolo non era altro che una nuda formazione rocciosa.

Ora una selva di piante tropicali prospera nei giardini assieme a rododendri, camelie e magnolie che nelle fioriture primaverili ed estive inondano l’isola di ogni colore e profumo.

Bellissime anche le vedute dalla Torre Martello costruita nel XIX secolo per monitorare un' eventuale invasione da parte delle truppe di Napoleone.

Ritornate sulla terra ferma, risaliamo in auto per percorrere i 137 km del Ring (“anello”, ossia la strada che gira attorno ad una penisola) of Beara.

Il percorso si può effettuare tranquillamente in una sola giornata e se la parte meridionale è un susseguirsi di villaggi di pescatori in piena attività, la parte settentrionale , al contrario, offre scorci davvero stupefacenti percorrendo una serie di strade mozzafiato, per lo più a senso unico, dove a farci compagnia sono solo alcune pecore lasciate a pascolare. Qui di turisti se ne vedono gran pochi e a noi non resta che goderci questo spettacolo davvero unico che solo la costa frastagliata dalle intemperie e i campi verdi che si tuffano nell’oceano sanno regalare.

I due giorni seguenti li dedichiamo ai più famosi Ring of Kerry e Ring of Dingle, scegliendo come base la vivace cittadina di Killarney.

 

  Ring of Beara - lato nord  

Entrambi i percorsi si snodano tra spiagge incontaminate, con vista su piccole isole al largo dell’oceano Atlantico, rovine medievali, montagne e villaggi pittoreschi. Ogni curva è uno spettacolo, ogni tratto presenta un altro bellissimo scorcio e le volte che fermiamo l’auto per scendere e fare una fotografia non si contano nemmeno.

 Alcune tappe fondamentali, su questi due anelli, sono:

- la Rossbeigh Strand, una spiaggia lunga 1,6 km dove è possibile fare anche delle passeggiate a cavallo.

- la Valentia Island, collegata alla terra ferma da un ponte nei pressi di Portmagee che regala una vista sull’oceano assolutamente mozzafiato, arrivando a scorgere perfino le Skelling Islands.

- una sosta per un piatto di salmone da Scarriff Inn, il pub che vanta di avere la “più bella vista d’Irlanda” .

- Head Slea, con la Dunmore Head, la propaggine più occidentale di tutta l’Irlanda

- il Connor Pass, che con i suoi 456 m di altezza, è il passo più alto del Paese, dal quale si ammira un panorama strepitoso, che si raggiunge tramite una strada stretta e ripida ma davvero suggestiva.

- Dingle, la “capitale” dell’omonima penisola, che incarna alla perfezione l’idea di villaggio costiero irlandese, con un dedalo di strette vie, antichi pub e un porto colorato dove le barche scaricano il pesce fresco ogni giorno.

I giorni trascorrono veloci e il ritorno a Dublino si avvicina sempre di più ma lungo il percorso non mancano di emozionarci altre due tappe assolutamente da non perdere: le Cliffs of Moher e il sito monastico di Clonmacnoise.

  Clonmacnoise  

 

Le scogliere di Moher formano un tratto di costa lungo ben 8 chilometri che si staglia, nel punto più alto, a 214 metri sul livello del mare e visti questi numeri la visita è decisamente sconsigliata a chi soffre di vertigini.

Non c'è una persona che non voglia provare l'ebbrezza di sdraiarsi sul bordo delle scogliere per poter ammirare dall'alto l’oceano che fragorosamente si scontra sulla roccia nuda. Personalmente azzardo un timido approccio della durata di qualche secondo;  meglio non scherzare visto il vento che da queste parti soffia sempre fortissimo.

Lungo l'intera passeggiata mi mantengo a distanza “di sicurezza” dal ciglio dello spettacolare baratro. Talvolta, ci si trova ad avanzare su un sentiero largo solo qualche decina di centimetri, il tutto su di un terreno vischioso e soggetto a erosione. Una lapide posta in posizione strategica, dedicata a tutte le vittime della scogliera, mi ricorda che la prudenza in alcuni casi non è mai troppa. 

Nonostante questo, la tentazione della foto ricordo memorabile spinge diversi incauti turisti ad ardite – diciamo pure “sconsiderate” – contorsioni, per farsi fotografare il più possibile in prossimità degli strapiombi con vista oceano.

Le scogliere di Moher sono percorribili grazie a diversi sentieri sia “ufficiali” sia “ufficiosi” (perché entrano in proprietà private o sono vietati per motivi di sicurezza), che si possono affrontare per poche centinaia di metri o per chilometri interi, quasi una decina in tutto.

Si respira, invece,  un'atmosfera sacra in quello che resta del monastero di Clonmacnoise, nel cuore centrale dell'Irlanda, nella contea di Offaly .

Arriviamo in auto in quello che oggi è considerato uno tra i  più importanti siti archeologici a livello europeo, ma l'ideale sarebbe giungere qui in battello lungo il fiume Shannon, quando la maestosità del posto appare all'improvviso dietro una curva.

A testimonianza che l'Irlanda non è solo il suo santo protettore, San Patrizio, che ogni 17 marzo viene festeggiato in ogni angolo dell'isola, merita una citazione San Ciarán, che fondò questo monastero all'intersezione del fiume e della strada principale che collegava all'epoca l'isola da est a ovest; una posizione strategica per la sviluppo e la crescita del sito stesso.  Risale al 545 d.C. e il suo nome gaelico “Cluain Mhic Nóis” significa letteralmente  "tenuta dei figli di Nós".

Passeggiando tra le rovine, si respira un'aria magica e antica; oggi sono visibili i resti di una cattedrale, una torre a base circolare, croci celtiche, tombe e e le fondamenta di sette chiese. I resti sono ricoperti dai licheni mentre il vento che soffia leggero porta con sè i belati delle immancabili pecore e le preghiere eterne dei vecchi monaci che qui hanno vissuto molti secoli fa. Sembra quasi di vederli ancora, muoversi a passetti veloci tra le varie costruzioni, indaffarati a leggere, scrivere e pregare.

Il rientro a Dublino è ormai prossimo e dopo circa un’ora di autostrada arriviamo in aeroporto dove lasciamo l’auto ai legittimi proprietari dell’autonoleggio

L’ospitalità degli irlandesi, davvero unica e preziosa in alcuni (pochi) momenti di “panico”, ha contribuito a rendere meravigliosa ed entusiasmante questa vacanza, fortunata anche dal punto di vista meteorologico.

Non vi nascondo che salendo le scalette dell'aereo che ci sta per riportare in Italia penso già al quinto viaggio... di ritorno a “casa” ...

 

 Leggi la prima parte del viaggio di Elisa...

Post e foto di Elisa Marcotto

Alcune immagini...

 

  • An Teach Beag - Clonakilty
  • Bantry House - giardini e baia
  • Bantry house
  • Barleycove beach
  • Buskers a Temple Bar - Dublino
  • Cliffs of Moher
  • Clogher Beach
  • Clonmacnoise
  • Connor Pass
  • Croci celtiche
  • Foche al sole...
  • Giardini alla Garinish Island

 

 

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