Cordoba: Mezquita e dintorni!
Panorama sulla cittàMezquita e San Raffaele!

Un po' di foto...

 

Cordoba compone assieme a Siviglia, Granada e Malaga il magnifico "quadrilatero andaluso"  nel sud della Spagna ed è la meta perfetta per chi vuole mangiare bene ed esplorare la città a piedi, perdendosi tra antiche botteghe e meraviglie architettoniche. Prendetevela pure con comodo; il centro storico è piuttosto compatto e il tutto si può visitare in una giornata. 

Al centro della cittadina troneggia in tutto il suo splendore la raffinata Mezquita ed il vostro tour a piedi può iniziare da qui. Ma prima, è doveroso fare un po' di storia.

 

Nell' VIII secolo, dopo la conquista moresca, Cordoba era una città estremamente prestigiosa, ricca di innumerevoli palazzi, eleganti edifici pubblici e moschee, tanto da rivaleggiare con Costantinopoli come capitale dell'arte, della cultura e delle scienze. Fino all'XI secolo, Cordoba era importante per i musulmani quanto lo è La Mecca oggi. Il pellegrinaggio alla Mezquita era una tappa obbligata per ogni fedele di Maometto. La città di Cordoba era insomma la vera capitale della Spagna, un luogo dove vivevano filosofi, scienziati e studenti che frequentavano la prima Università creata in Europa. Ma Cordoba non era solo un luogo di cultura: era famosa anche per i suoi palazzi dedicati al piacere, come i bagni arabi e gli harem. 

Quando Cordoba fu conquistata da Ferdinando III di Castiglia nel 1236 per ritornare "spagnola e cristiana", iniziò un lento declino e buona parte della popolazione abbandonò la città. Cordoba divenne un centro di secondo ordine e bisognerà attendere il XIX secolo con l'avvento dell'industria per assistere alla rinascita della città.

 

  Il colonnato della mezquita  

 

L'atmosfera che si respira oggi camminando tra le viuzze del centro è particolarmente "carica" e risente senz'altro del glorioso passato che la città può vantare.

Tornando quindi al nostro tour, siamo pronti per iniziare la visita della città e ci troviamo di fronte alla magnifica Mezquita, il sito storico più importante di Cordoba e patrimonio Unesco.

La Mezquita è un edificio affascinante perché incarna i numerosi cambiamenti politici e religiosi che la città ha subito nel corso dei secoli (qui sopra brevemente accennati) e non si può che restare estasiati davanti alla convivenza oserei dire perfetta tra stili artistici che sembrano a prima vista così distanti e diversi tra loro. 

Ma andiamo con ordine.

Il luogo dove sorge la Mezquita era sacro sin dagli albori e prima ancora della conquista araba, avvenuta nel 711 d.C., era occupato dalla chiesa visigotica di San Vincenzo. Le cronache arabe raccontano di come il califfo Abd ar Rahman I acquistò metà della chiesa quale luogo per le preghiere del venerdì. Tuttavia la rapida crescita della comunità musulmana rese ben presto insufficiente lo spazio e nel 784 il califfo comprò l'altra metà della chiesa con l'intento di erigere una vera e propria moschea. A lui si deve l'impianto che diventerà poi la caratteristica strutturale della Mezquita. il colonnato che supporta una doppia arcata in marmo bianco e rosso. Con i successivi ampliamenti si moltiplicheranno le file di archi e  di colonne fino a raggiungere una superficie di 23.000 mq tali da rendere le Mezquita una delle più grandi moschee del mondo.

Colonne e archi sono tipici elementi dell'architettura islamica e la ripetizione quasi "ossessiva" di questi componenti dà la sensazione di uno spazio ripetitivo e ritmicamente infinito. Una piccola curiosità: il mihrab, cioè la nicchia che custodisce il Corano, non è orientato verso la Mecca (quindi a sud-est) ma verso sud e, per salvarlo dall'accusa di un così grossolano errore, la leggenda vuole che il califfo Abd ar Raḥmān I, nostalgico della città di Damasco da cui proveniva, avesse voluto appositamente orientare il mihrab della moschea di Cordoba nella stessa direzione di quello della moschea di Damasco. La cosa pare, per l'appunto, poco plausibile...

 

 

  Particolare della mezquita  

 

Quando Cordoba fu riconquistata dai cristiani nel 1236, la moschea fu convertita in cattedrale e durante i tre secoli successivi la struttura rimase per lo più inalterata, salvo qualche piccola modifica. Nel XVI secolo Carlo V approvò contro il consiglio comunale di Cordoba lo sventramento della parte centrale dell'edificio, rompendo così la prospettiva della foresta di colonne per consentire la costruzione della Capilla Mayor e del coro. Tuttavia il sovrano non fu particolarmente soddisfatto del lavoro eseguito e passò alla storia per avere detto: " avete distrutto una cosa che era unica al mondo e avete messo al suo posto una cosa che si può vedere dappertutto". Questo era chiaramente il suo giudizio personale, condivisibile o meno. Sta di fatto che oggi la cattedrale è una meraviglia architettonica unica al mondo che fonde gli stili arabo, rinascimentale e barocco e permette la convivenza tra due culture, quella cristiana e quella islamica. Nel giro di pochi passi si passa dalla penombra della moschea ricoperta di mosaici alla luce abbagliante della bianca cattedrale costruita in marmo, il tutto immersi in una incredibile atmosfera di pace e tranquillità. È un luogo che oltre a togliere il fiato, fa certamente riflettere, visti i tempi, sul significato della parola "convivenza". Vedere sacerdoti pregare davanti ad un crocefisso appeso a fianco delle iscrizioni arabe è un'esperienza del tutto insolita e forse il concetto di globalizzazione non è poi così moderno.

 

  I colori di Cordoba  

 

Finita la visita della mezquita, merita un passaggio l'Alcazar de Los Reyes Cristianos, un palazzo-fortezza costruito nel 1328 da Alfonso XI sul luogo dove sorgeva un'antica dimora araba. Tra gli ospiti di questo palazzo figurano anche Ferdinando e Isabella che qui nel 1486 incontrarono Cristoforo Colombo mentre era alla ricerca di fondi per dare vita alla sua avventura più famosa. Gli interni dell'edificio non sono particolarmente ricchi, soprattutto se si paragonano all'Alcazar di Siviglia, ma i giardini e la vista sulla città dal giro di ronda ripagano dell'acquisto del biglietto (tra l'altro non molto elevato, solo 4,50 euro). Una passeggiata in questa oasi di verde si rivelerà molto piacevole specialmente in estate quando si è alla ricerca di un po' di refrigerio dalla canicola andalusa e grazie ai giochi d'acqua delle fontane e alle magnifiche geometrie ricreate con piante e fiori sembrerà di vivere in una fiaba con tanto di cavalieri e principesse (in marmo, ma ci sono!).

Proseguendo la conoscenza della città, gli amanti delle visite all'aria aperta non resteranno delusi se seguiranno il nostro prossimo consiglio.

 

  Cavalieri e principesse!  

 

Confinante con il centro,  si trova il quartiere ebraico chiamato Juderia, corrisponde all'antico ghetto abitato dagli ebrei fino alla loro espulsione dalla città da parte dei Re Cattolici nel corso del XV secolo. L'importanza assunta dalla comunità ebraica nella vita cittadina è dimostrata dalla vicinanza alla Mezquita e agli altri centri di potere di Cordoba. Oggi la Juderia è un suggestivo dedalo di vicoli e piazzette su cui si affacciano case imbiancate a calce e cancelli in ferro battuto da dove è facile intravedere i patio fioriti tanti amati dagli andalusi.

Perdetevi, lasciatevi trasportare dalle sensazioni del momento, ogni via vi saprà riportare indietro nel tempo ed è evidente il respiro multiculturale del luogo, che trae origine dal periodo di convivenza tra ebrei e musulmani prima della Reconquista cattolica. Qui numerosi ristoranti, terrazze, taverne e bar offrono la migliore gastronomia locale e a questi si affiancano innumerevoli negozi con una grande offerta di souvenir e prodotti artigianali. Non ha molto senso darvi un itinerario da seguire, andate dove volete ma non mancate di passare attraverso Calleja de las Flores, la via principale del quartiere dalla quale è possibile vedere come in una cartolina il campanile delle Mezquita incorniciato dalle strette mura dei vicoli.

Nel vostro tour a piedi proseguite fino al Puente Romano, costruito (come ci suggerisce il nome) dai romani nel I secolo A.C.. Più volte restaurato, faceva parte dell'antica via Augusta che si estendeva da Cadice a Girona. Oggi è un ponte su cui gli abitanti di Cordoba amano passeggiare e rilassarsi, guardando il fiume Guadalquivir scorrere lentamente al di sotto. Circa a metà del ponte si erge una bella statua dedicata a San Raffaele davanti alla quale i cordovani posano fiori e lumini, si levano il sombrero in segno di devozione o recitano una breve preghiera. Insomma, il Ponte Romano è un luogo all'apparenza semplice ma sa regalare alcuni spaccati unici della vita quotidiana, magari avendo come sottofondo le note di un magico violoncello, come è capitato a noi.

 

  Il ponte romano  

 

Dal ponte la vista sulla città è spettacolare e ovviamente il campanile della Mezquita spicca su tutto.  Del resto una cosa così bella giustamente la si deve apprezzare da ogni angolazione della città, non siete d'accordo?!

Siamo giunti quasi alla fine del tour e siccome non si vive solo di arte e cultura ma alle volte per andare avanti serve ingurgitare anche dei "banali" carboidrati... non mancate di fare un salto al piccolo locale chiamato Bar Santos, dove servono la tortilla di patate più buona e più grande della città. Viene servita su semplici piattini di plastica, con forchette di plastica annesse e badate bene che non ci sono tavoli ad aspettarvi ... ma assaporarla in piedi davanti alla Mezquita è un'esperienza assolutamente da non perdere se si passa da queste parti! Insomma, si tratta del non plus ultra di questa passeggiata attraverso il centro cittadino di Cordoba e il sapore di quella tortilla non lo dimenticherete tanto facilmente... provare per credere!!!

 

 Testo e foto di Elisa Marcotto

 

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