Matera: un luogo senza tempo
Matera: panoramaMatera: Chiesa rupestre

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Non sono ancora le otto del mattino quando arrivo a Matera per una rapida visita del centro storico. Mi accoglie uno straordinario profumo di pane.  Viene da uno dei forni della città vecchia ed è un meraviglioso benvenuto. Di fronte alla Chiesa di Sant’Agostino ho il primo incredibile colpo d’occhio sui sassi, di una bellezza sconcertante. E’ il sasso barisano, uno dei due quartieri in cui è divisa la città vecchia. 

 

Capisco il motivo per cui questa sia stata la location di diversi film. Ciò che non capisco è per quale motivo questa città non sia ancora valorizzata e conosciuta come meriterebbe. Dovrebbe essere meta del turismo di massa, ma forse mantiene intatto il suo fascino proprio perché ancora non lo è. La città sarà Capitale europea della cultura nel 2019 e aver vinto il titolo è un’ottima e meritata vetrina per farsi finalmente conoscere dal Mondo.

Ci sono alcuni luoghi che danno il meglio se visitati in solitudine, senza fretta.  Matera è uno di questi, uno di quei posti che meritano approfondimento, silenzio e riflessioni quasi intimistiche. Un posto che sembra fuori dal tempo. Passeggiando per i vicoli ciottolati, nel silenzio un po’ surreale del primo mattino, potrebbe essere qualsiasi giorno di qualsiasi anno…

Mi immergo letteralmente tra i vicoli e le stradine. A Matera bisogna perdersi. E’ l’unico modo per entrare in contatto con la città vecchia. Non c’è un ordine, non c’è un percorso. Ci sono gradini, saliscendi, vicoli strettissimi e slarghi improvvisi. Ogni scorcio è sorprendente, ogni angolo può riservare sorprese inattese. Dove credi ci sia un passaggio, trovi un cortile. Per scendere i gradini, talvolta si superano cancelli di case private. Non c’è un privato tra i sassi. Le sedie e tavolini delle case sono sulla via di passaggio, i panni stesi fanno da cornice a panorami da presepe. Ancora profumo di pane. In lontananza una musica: sembra un clarinetto. Arriva dal locale conservatorio: sono gli studenti che provano gli spartiti. E’ il sottofondo ideale per camminare tra i vicoli. In giro non c’è nessuno. Arrivo davanti al Duomo che, purtroppo, sta subendo un lungo restauro e per questo  è chiuso.

Scendo dall’altro lato della collina, la zona del sasso caveoso, passeggiando verso il convento benedettino. Seguo un cartello che indica una delle più antiche chiese cittadine. Non sono fortunato: anche questa purtroppo è chiusa…

Ripercorro al contrario i vicoli del centro. La città merita uno sguardo anche dall’altro lato della gravina. Imbocco la strada per Taranto e seguo le indicazioni per le Chiese rupestri. Va bene, lo ammetto: ho sbagliato gli orari…anche queste sono chiuse! Mi limito ad osservarne ed apprezzarne la struttura dall’esterno: le grotte sono scavate e modellate con grande maestria, da artigiani dei presepi napoletani… Vi si insediarono le comunità religiose, in fuga dalle persecuzioni dei turchi e le lavorarono facendole diventare straordinari luoghi di culto. Tutta la gravina ne è costellata: grotte, insediamenti, antichi rifugi, lungo tutto il pendio, fino al ruscello sul fondo.

Mi godo il panorama  proprio di fronte ai sassi, in silenzio. Uno di quei panorami per cui non servono molte parole….

 

 

Alcune immagini...

  • Panorama dalla Chiesa S.Agostino
  • Matera: Sant'Agostino
  • Matera
  • passeggiando per i sassi...
  • passeggiando per i sassi...
  • Matera: panorama

 

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