Peschiera del Garda e la battaglia del Mincio
Il fiume MincioUfficiali Francesi trasportano le munizioni

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Nel 1814 l’Impero di Napoleone stava per crollare. I francesi, dopo le battaglie perse in Russia, dovettero iniziare a difendere i loro territori dalle controffensive inglesi, tedesche e austriache. Questi ultimi scesero dal Friuli ed arrivarono fino alla linea del Mincio, nei pressi del ponte visconteo di Borghetto a Valeggio dove, all’inizio di febbraio del 1814 attraversarono il fiume per attaccare i francesi che, a loro volta, attaccarono da Mantova verso Peschiera. Proprio nella cittadina sul Lago di Garda si combatté una delle battaglie più aspre del periodo. L’ultima, prima della caduta del Regno d’Italia. Dall’anno successivo Peschiera divenne la punta più occidentale del quadrilatero difensivo degli austriaci nel nord Italia.

Gli austriaci arrivarono a Peschiera e iniziarono i bombardamenti della città. L’esercito italo-francese, dopo una prima resistenza, fu costretto ad abbandonare le posizioni lasciando la città (e il resto del Veneto) in mani austriache.

Ogni anno, proprio nel centro storico di Peschiera, si rievoca quella battaglia con centinaia di figuranti con le divise fedelmente riprodotte; gli accampamenti dei due eserciti, i cannoni e le attrezzature militari. Tutto perfettamente ricreato per far rivivere un pezzo di storia del nostro Paese.  

Visitiamo l’accampamento francese: le tende tra gli alberi ospitano i militari che si preparano per la battaglia. Gli zaini dei soldati e i fucili con le baionette pronti per l’assalto.

 

  L'accampamento delle truppe Francesi  

 

Alle 21, tra due ali di folla, va in scena la battaglia. L’esercito austriaco inizia a cannoneggiare Porta Brescia. Dopo circa mezz’ora di colpi di cannone da entrambe le parti, la resistenza italo-francese cede e gli austriaci entrano nel centro storico della città, tra boati e il fumo dei colpi.

La battaglia prosegue lungo i bastioni difensivi: i due eserciti cannoneggiano, i fucili delle prime linee sparano a ripetizione e i turisti fotografano, mentre qualche bambino si spaventa…

Si tratta di un gioco, ma molto ben ricreato, anche nei dettagli.

 

  L'entrata degli austriaci a Porta Brescia  

 

La battaglia si sposta lungo il canale, proprio dove il Mincio sfocia nel Lago di Garda. Dai bastioni, in alto, partono i cannoneggiamenti francesi. Le fiammate arrossiscono la nottata estiva. E’ un gioco, che a qualcuno può non piacere. Le rievocazioni storiche dividono spesso le opinioni: qualcuno le utilizza per giocare alla guerra. Assistiamo anche ad una scena di un pesante rimprovero di un “comandante” ad un “soldato” per essere avanzato lasciando lo schieramento. Qualcuno, ogni tanto, dimentica che è un gioco.

 

  Difesa delle truppe Francesi  

 

E forse dimentica anche che, duecento anni fa, su quelle stesse strade, si faceva sul serio. La storia del nostro Paese è passata anche per i circa 9 mila caduti di quella battaglia.

Rimanendo all’aspetto turistico, la rievocazione è davvero ben curata e molto ben riuscita. Il lavoro dei figuranti è molto apprezzato: le due ore e mezza di “battaglia” passano velocemente, tra l’apprezzamento degli appassionati di storia, lo stupore dei bambini e il sorriso dei tanti tedeschi quando sentono impartire ordini militari nella loro lingua.

 



Alcune immagini... 

  • Il fiume Mincio
  • I bastioni difensivi sul Mincio
  • Ufficiali Francesi trasportano le munizioni
  • Truppe Austriache entrano da Porta Brescia
  • L'attacco Austriaco alle truppe Francesi
  • L'accampamento delle truppe Francesi

 

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