Lessinia: tra fate, orsi e dinosauri.
Le sfingiIl Covolo

 

Avete mai visto una grotta con le fate, l’impronta di un dinosauro, un orso gigante, le sfingi…??

Bene, se volete stupirvi davanti a questo (ed altro!) vi proponiamo una passeggiata in Lessinia, nei dintorni di Camposilvano.

Poco sopra il piccolo centro abitato, dietro ad un campeggio, inizia il sentiero per la Valle delle Sfingi.

Siamo nel mezzo del Parco Naturale della Lessinia e la vallata presenta un piacevole sentiero con scarsa pendenza, adatto anche ai bambini. Il nome della valle è dovuto alle imponenti formazioni calcaree che, nel corso dei secoli, sono state erose dal vento e dai fenomeni atmosferici assumendo forme strane, talvolta antropomorfe.

 

  La valle delle sfingi  

 

Passeggiando tra l’erba vi capiterà di avere molta compagnia: infatti a metà del sentiero si trova una malga con la stalla e le mucche pascolano paciose ed indisturbate.

Per nostra fortuna abbiamo assistito anche allo spettacolo del raduno per la mungitura. Il fedele cane pastore compie il suo dovere alla perfezione e i grossi ruminanti, appena lo vedono arrivare, si alzano rapidamente e si avviano verso la stalla.

Nelle operazioni di raduno e mungitura collabora anche un bambino che avrà più o meno sei anni. E’ fortunato perché oltre a godere dell’aria pura della montagna (qui siamo a 1200 metri s.l.m.), vive a contatto con gli animali che, in città, i bimbi della sua età vedono disegnati sui libri. Oppure – ahimè - su farmville o negli altri giochi elettronici. Qui, invece, è tutto vero!

I prati intorno ai monoliti sono l’ideale per stendere una coperta e fare un picnic, oppure semplicemente per osservare le nuvole che corrono via…

 

  Pascolo!  

 

Poco lontano dalla valle delle sfingi, dall’altro lato del paese, si trova un piccolo Museo Geopaleontologico. Si tratta di uno dei dieci piccoli musei del Parco della Lessinia ed espone principalmente fossili. Del resto la zona è caratterizzata dall’abbondante presenza di reperti e geologi e paleontologi hanno da sempre trovato abbondante materiale per i loro studi e ricerche.

Il piccolo Museo (ingresso 3€) offre una importante collezioni di fossili, pietre e minerali provenienti dalla vallata, ma anche da tutto il Mondo e due elementi di particolare attrattiva per i più piccoli.

Il primo è lo scheletro completo di un orso, alto oltre due metri. E’perfettamente conservato e ricostruito, in tutta la sua possanza…e mettersi davanti immaginandolo vivo e vegeto, fa una certa impressione!

 

  Scheletro d'orso  

 

Il secondo importante reperto è l’impronta di un dinosauro su una roccia trovata non molto lontano da qui. Rinvenuta nel 1992, risale a circa 195 milioni di anni fa ed è l’esemplare di impronta di dinosauro tra le meglio conservate del nord Italia. Da sola, vale ampiamente il costo del biglietto!

 

  L'impronta del dinosauro  

 

Sul retro del Museo inizia il sentiero che porta al Covolo. Si tratta di una enorme cavità carsica, formata dall’erosione naturale del suolo, fin dai tempi del giurassico. La grotta si apre ad una profondità di 40 metri rispetto al suolo, ed è profonda altri 70 metri.

Per ragioni di sicurezza non è possibile addentrarsi all’interno, ma una visita fino alla sua imboccatura è altamente consigliata. Si dice, ma non vi è traccia certa di questo, che Dante la visitò e ne trasse spunto per immaginare il suo inferno. Per le leggende popolari narrate durante i filò, la grotta è abitata tuttora da fate e folletti. Di sicuro è curioso (e non difficile da notare) il fenomeno atmosferico di inversione termica: d’estate, quando fuori è caldo, all’interno della grotta si formano strati di nuvole che spesso provocano anche delle nevicate. Questo fenomeno ha spesso fatto sì che gli abitanti del posto abbiano da sempre utilizzato la grotta come ghiacciaia o frigorifero naturale.

 

  Il Covolo  

 

Ah, dimenticavamo: il filò è un’antica tradizione veneta che si perde nella notte dei tempi. Fino a qualche decennio fa, dopo la parca cena, le genti delle contrade si radunavano nella stalla per chiacchierare, pregare, condividere storie, favole e pettegolezzi di paese. Le donne più anziane si portavano gli attrezzi per filare la lana, da cui il termine filò. Le stalle, nei periodi storici in cui non c’era il riscaldamento in casa, erano naturalmente l’ambiente più caldo, sebbene non il più…profumato! Ancora oggi, nel dialetto di montagna, si dice “far filò” per indicare le lunghe chiacchierate intorno ad un camino o ad un tavolo imbandito.

 

 

Informazioni pratiche:

La Valle delle Sfingi si trova in località Camposilvano (frazione di Velo Veronese) ed è facilmente raggiungibile oltrepassando di poco il paese.

 

Il Museo Geopaleontologico si trova a Camposilvano, il via Covolo 1.

 

In inverno (15 sett. – 14 magg) apre solo il sabato e la domenica: 10.30-12; 14-16

 

In estate (15 mag – 14 sett) tutti i giorni 9.30-12.30; 14.30-18

 

L’ingresso costa 3€ (ridotto bambini 2€)

 

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Seguici su

 

Qualche suggerimento enogastronomico

Le nostre recensioni ...

Facebook Box

 
 

Scrivici