Expo: qualche consiglio su cosa visitare.
Lo specchio del padiglione RussiaPadiglione Turchia

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Non ci sono alternative: secondo noi l’Expo va visto con entusiasmo!

Quell’entusiasmo quasi infantile che ti rapisce e ti fa saltellare da un padiglione ad un cluster, da una musica ad un profumo; quel saltellare di gioia che ti spinge a voler annusare tutto, assaggiare tutto, senza pensare a nient’altro che a soddisfare la tua curiosità.

 

Ecco. Noi abbiamo vissuto così la nostra seconda (e terza!) giornata Expo.

 

Rimangono  vere, sempre più inattaccabili le nostre convinzioni: dopo aver saltellato di gioia, bisogna fermarsi a riflettere. Sulla povertà, sui diritti umani, sull’alimentazione molto poco sostenibile… pochi ne parlano veramente, ma chi lo fa (Giappone e Germania) regala ottimi spunti di riflessione. Per uscire un po’ più consapevole, un po’ più colpevole e forse con un po’ più di voglia di informazioni.

 

Questo dovrebbe essere lo spirito e il senso di una manifestazione come l’Expo 2015.

Invece si spazia dalle riciclo delle acque della Germania, alle sculture di cioccolato del Belgio; dalle alghe come alimentazione alternativa in Giappone ai cotton fioc del Turkmenistan… si, avete letto bene!

Il Tukmenistan ci è stato consigliato perché il padiglione più kitsch e fuori tema di Expo. Avete presente quelle cose talmente brutte che hanno un fascino (tutto loro) quasi irresistibile! Il paese asiatico ha deciso di esporre tutti i loro migliori prodotti: dalle aringhe affumicate sotto vuoto, alle arachidi, alle taniche di benzina, fino – appunto – ai cotton fioc! Un po’ surreale…

 

 

  Padiglione Principato di Monaco  

 

Nelle nostre seconda e terza giornata abbiamo saltellato curiosi e siamo riusciti a visitare diversi padiglioni…Che sommati ai padiglioni che abbiamo visto durante la prima visita fanno…meno di metà Expo!

 

Eh già… per vedere tutto il sito espositivo servono quattro giorni di pazienza e lunghe code.

Ripercorriamo insieme alcune delle nostre visite, senza ordine logico ma semplicemente saltellando da una visita all’altra, tra un pensiero e una sensazione.

Iniziamo proprio dal Turkmenistan: da fuori la costruzione è bella e lascia presagire tutto il fascino dell’Asia centrale. Una fontana zampilla acqua, mentre un enorme tappeto adorna la facciata dell’edificio. Dentro, un’esposizione di tutte le migliori produzioni del Paese, non necessariamente collegate al tema alimentare. Si passa dal pesce alla frutta secca, passando per il cotone idrofilo e i cotton fioc, fino ai calendari da tavolo e le penne bic e  le taniche di benzina! Parecchio Kitsch e molto fuori luogo, il che non rende il paese particolarmente invitante dal punto di vista turistico.

 

  Padiglione Turkmenistan  

 

Cluster biomediterraneo: tra i cluster, percorsi tematici in cui vengono raggruppati i piccoli paesi, il mediterraneo è decisamente il più bello ed interessante. Si trovano l’Algeria, la Tunisia, l’Egitto e gli altri Paesi del Maghreb, ma anche San Marino, la Serbia, il Montenegro, l’Albania, la Grecia e un intero padiglione dedicato alla Sicilia. Merita una visita la “tenda” algerina, dove ci si può sedere tra i tappeti, così come la “pasticceria” libanese dove si possono provare i tipici dolci arabi accompagnati da un buon tè.

Grossa delusione e soprattutto grande tristezza nel vedere lo spazio dedicato alla Grecia. Una delle madri della civiltà moderna ridotta davvero male: qualche piantina aromatica rinsecchita, un paio di foto e null’altro. Peccato, perché bastava affidarsi a qualche Ente per il Turismo per – quanto meno – pubblicizzare il Paese e contribuire un po’ al suo rilancio…

 

  Ospitalità d'Algeria  

 

Padiglione Colombia: tra i padiglioni Sudamericani che abbiamo visitato è forse quello più interessante, ben curato e divertente! Alcuni video presentano il Paese e le sue bellezze attraverso i 5 ambienti climatici che lo caratterizzano: dalle vette andine al mare, passando per le città coloniali ricche di storia e di colori. Si entra poi in un ascensore virtuale dove si viene circondati da immagini che scorrono verso l’alto, dando la sensazione di una vera e propria discesa: si parte su una vetta innevata per arrivare nelle profondità degli abissi marini. Davvero ben fatto! Il finale, in un piccolo teatro, è un video in cui i più celebri cantanti colombiani suonano e cantano, con i ritmi tipici sudamericani, tutto il loro amore per il Paese. Ne esce un risultato divertente e allegro!

 

  Immagini dalla Colombia  

 

 

Padiglione Marocco: altro bel padiglione, impostato sul tema dei sapori e dei profumi del Paese. Vengono raccontati, mostrati e….annusati, i prodotti più famosi del paese: dalle arance alle rose, dalle piante aromatiche ai melograni. E’ un tuffo nei profumi, fino ad arrivare al grande sud: l’introduzione alla zona arida del paese è curiosa. Si entra in una stanza dove enormi ventilatori sparando in faccia aria caldissima; manca la sabbia, ma l’effetto è quello del Sahara! Si esce poi in uno dei più bei giardini di Expo: piccoli ruscelli tra enormi piante aromatiche e alberi da frutta fanno da cornice ad un piccolo chiosco dove assaggiare la pasticceria marocchina accompagnata dal celebre tè alla menta. Da provare!

 

  Giardino del padiglione Marocco Giardino del padiglione Marocco

 

Padiglione Giappone: è il più affollato e frequentato. Se lo volete vedere, armatevi di pazienza, di un po’ d’acqua e cibo! Le file sono arrivate anche alle 7 ore. Ne vale la pena? Non possiamo dire se meriti una simile attesa, però è senza dubbio uno dei padiglioni più belli. Si passa dalla rappresentazione dell’estetica nipponica attraverso installazioni artistiche e video, alla tecnologia più avanzata, passando per un percorso sensoriale di profumi e colori. Una bella sala racconta un progetto di sostenibilità e di come sfruttare le risorse per creare cibo per tutti, con soluzioni intelligenti e lungimiranti. Uno dei pochissimi padiglioni che ha pienamente centrato il tema. Da ultimo, un grande ristorante virtuale, un teatro dove il cibo viene proiettato, raccontato e spiegato su tavole touch screen e dove si invita il pubblico a socializzare. Il cibo, quindi, uno strumento di coesione e amicizia. Nel complesso, un bellissimo lavoro!

 

  Arte nel padiglione Giappone  

 

Padiglione Italia: altro padiglione affollato e con le file lunghissime. Decisamente bello all’esterno, ma le installazioni interne sono state francamente deludenti. Diviso in tre parti: la prima racconta la storia contemporanea del paese attraverso decine di foto; la seconda è detta la sala della bellezza: una stanza interamente ricoperta di specchi dove alle pareti vengono proiettate immagini dei paesaggi naturali italiani. Poi si passa ad un’altra sala a specchi dove vengono proiettate foto dei monumenti più belli e famosi d’Italia. Un “intervallo” Rai (per chi se lo ricorda!!) ma senza musica. Dopo aver superato una stanza dove si trovano tutte le piante da frutta caratteristiche del nostro territorio, si arriva all’ultima sala, l’unica veramente meritevole, descrive 20 star up (una per regione) incentrate sul tema ambientale e della sostenibilità, che potrebbero davvero innovare e migliorare le condizioni del territorio. Le lasceranno mai lavorare sul serio?!?!

Nel complesso, un padiglione un po’ deludente se si pensa al patrimonio enogastronomico italiano, alla risorse storiche, artistiche e culturali. Si poteva decisamente lavorare meglio…

 

Padiglione Italia Palazzo Italia  

 

Padiglione Svizzera: è diviso in diverse aree. Bella la rappresentazione del San Gottardo, dove nascono tutti i maggiori fiumi d’Europa; il resto, un po’ anonimo. Ciò che ha suscitato maggior interesse sono state le torri, che esprimono un concetto di sostenibilità molto interessante. In ognuna delle torri vengono regalati alcuni prodotti (insospettabilmente) tipici svizzeri: sale, caffè, mele, acqua. Ognuno può prendere ciò che vuole, ma ne deve rimanere per tutti i visitatori, fino alla fine dell’Expo. Il messaggio è chiaro ed esplicito in quanto si invita a dividere con altri ciò che si prende. Per inciso, le mele sono quasi finite!

A tal proposito: sapevate che la Svizzera esporta più caffè che formaggio e cioccolata messe insieme? Inoltre ci sono oltre 1000 varietà di mele e tre saline sotterranee che producono sale da esportazione. L’avreste mai detto? Noi, no…!

 

  Le torri della Svizzera  

 

Padiglione Polonia: si viene accolti su un’incantevole terrazza-giardino con piante e vegetazione tipiche del territorio polacco. Tutto intorno ci sono degli specchi che riflettono la luce del sole creando un effetto luminoso magnifico, soprattutto verso il tramonto. L’interno racconta la Polonia attraverso foto, filmati e un film tridimensionale che racconta la storia del paese. Notevole la scultura di cioccolato con cui è stato creato un plastico ferroviario funzionante!

 

  Colori magnifici nel giardino del Padiglione Polonia  

 

Padiglione Oman: bella struttura esterna che rappresenta un villaggio tipico e racconta come si utilizzi e si sfrutti l’acqua che scorre lungo le pendenze del villaggio stesso. L’interno racconta per immagini e video, la vita nelle abitazioni del paese. Una passeggiata tra le atmosfere arabeggianti.

Padiglione Romania: è la ricostruzione di un villaggio rumeno. Carina la terrazza ristorante, mentre l’interno dice poco. Alcuni filmati mostrano le bellezze naturali del paese e vengono esposti oggetti artigianali rumeni. Un po’ povero…

Padiglione Estonia: su tre piani, racconta le caratteristiche naturali e storiche di un paese molto votato a tecnologia e innovazione. Curiose le grandi altalene sparse un po’ ovunque all’interno del padiglione: dondolandosi, si crea energia. Sul terrazzo un bel giardino dove rilassarsi al canto degli uccelli tipici dei territori nordici.

 

  Le altalene dell'Estonia  

 

Padiglione Unione Europea: è uno dei padiglioni un po’ nascosti, incastrato tra le file del padiglione Italia e l’albero della vita. In realtà è molto ben fatto e curato nei dettagli espositivi e nel messaggio che intende trasmettere. L’Europa è degli europei, e non delle istituzioni ingessate nella burocrazia. Ottimo, in un periodo in cui la fiducia nell’Unione sembra calare a picco! All’interno ci sono due sale, dove vengono proiettati due diversi filmati: la storia di due ragazzi che, attraverso le loro avventure trasmettono i valori della Comunità Europea. Bello e adatto anche ai bambini.

 

  I valori dell'Unione Europea...  

 

Cluster Spezie: ne fanno parte Tanzania, Vanuatu, Afghanistan e Brunei. L’unico che merita attenzione è quest’ultimo dove decine di nyiri (il setaccio per il riso) scendono dal soffitto e creano un’ambientazione molto carina. Per il resto, solo un grande bazar dove si cerca di vendere e racimolare denaro. Peccato, perché con le spezie sarebbe stato facile inebriare di profumi i visitatori…

 

Da segnalare l’angolo ristorante afgano: ottime specialità a prezzi contenuti. Da provare.

 

  Padiglione Brunei: cluster spezie  

 

Cluster Cacao: come tutti i cluster paga un po’ il limite dei paesi piccoli. Poche risorse economiche, poche cose in mostra nonostante le grandi potenzialità. Carina l’ambientazione del Gabon dove su grandi schermi vengono proiettate le immagini delle risorse naturalistiche del Paese. Verrebbe voglia di andarci davvero!

Per il resto, qualche angolo in cui si mostrano piante di cacao e poco altro. Francamente mette tristezza vedere quali siano i produttori di cacao e vedere subito fuori dal cluster gli stand delle grandi marche di cioccolata vendere (cari) i prodotti da supermercato…

 

  Cluster cacao  

 

Cluster cereali: ne fanno parte paesi diversi, di aree geografiche diverse. Tutti però accomunati dalla produzione di tuberi e cereali, e dalla lavorazione con tecniche tradizionali antichissime. In questo cluster si trova anche lo Zimabwe, divenuto celebre per l’hamburger di coccodrillo.

 

  Cluster cereali  

 

Cluster zone aride: è uno dei cluster più interessanti perché racconta la sfida del cibo in zone dalla scarsissima presenza di acqua, ma dalle risorse nascoste. Ne fanno parte paesi noti per varie difficoltà: il Mali, la Mauritania, la Palestina, la Somalia, ma anche Giordania e Senegal. Da vedere la ricostruzione di un’oasi nel deserto della Mauritania e le tipiche imbarcazioni del fiume Niger in Mali. Nello spazio dedicato alla Giordania troverete informazioni turistiche sul paese, ma soprattutto verrete inondati da profumi di carne e spezie che vi faranno venire fame! Uno dei cluster da vedere.

 

  L'oasi della Mauritania  

 

Come vedete siamo passati da una parte all’altra del Mondo in poche decine di metri, tra colori, musiche e sapori…e voi? Che aspettate?

 

Avete ancora meno di un mese di tempo!!!

 

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