Lessinia: le trincee di Malga Pidocchio

 

Durante il 1915 e il 1916 la Lessinia e la zona intorno ad Erbezzo fu teatro di scontri tra le truppe italiane e quelle austriache.

Il confine infatti passava proprio da queste parti e le aspre battaglie necessitavano di solidi elementi di difesa: reticolati, cannoni, mitragliatrici, ma soprattutto chilometri di trincee, gallerie e caverne per ospitare uomini e munizioni.

Molti di questi complessi difensivi sono stati abbandonati, mentre altri sono stati abilmente recuperati grazie ai gruppi dell’Associazione Nazionale Alpini; del CAI, della Comunità Montana della Lessinia e a volontari. Uno di questi, diventato un bellissimo ecomuseo, è stato inaugurato nell’estate del 2014 ed è il Ridotto difensivo di Malga Pidocchio.

 

  Il Ridotto difensivo Pidocchio  

 

  Le trincee della Grande Guerra  

 

Si trova tra Malga Lessinia e il Rifugio Castelberto. La prima era una caserma delle truppe italiane, oggi ristorante tipico dove si possono provare formaggi locali e i famosi gnocchi di malga. Il secondo, a quaranta minuti di cammino, era già oltre confine ed era una caserma austriaca.

Il ridotto di Malga Pidocchio è un sito di 4 mila metri quadri, oltre 400 metri di trincee, camminamenti e caverne, poste su una vecchia strada militare che collegava il paese di Erbezzo con Boscochiesanuova e il confine italiano sul Monte Castelberto e che serviva per far arrivare alle truppe, sempre più numerose, il cibo necessario preparato in paese.

Camminare tra il labirinto degli stretti cunicoli in trincea dà perfettamente la dimensione di quanto fosse difficile la sopravvivenza dei soldati durante la Grande Guerra. I dislivelli tra i corridoi sono scivolosisimi e il fondo delle caverne, destinate al riposo dei soldati, è molto fangoso e tutt’altro che confortevole.

 

 

   

 

 

Se amate la montagna e organizzate una gita in Lessinia, fate una passeggiata su questo sentiero! E’ facile e adatto anche ai bambini. Dal paese di Erbezzo si arriva in macchina fino a Malga Lessinia e da li parte il sentiero sterrato verso Castelberto. Al rifugio era possibile pranzare o cenare e c’erano anche 18 posti letto in camerata. Purtroppo nella struttura si è recentemente sviluppato un incendio, e il rifugio è solo parzialmente agibile. Ci auguriamo di cuore che riprenda presto la sua attività, per poter di nuovo passare una nottata tra le stelle, il silenzio e le mucche al pascolo!

 

  Il Rifugio Castelberto  

 

 


 
 


 
 

 

 


 

 

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