Le Valli del Mincio: l'area naturale a due passi da Mantova
Tra i fiori di lotoL'entrata nei laghi di Mantova

 

Guarda le foto!

 
La nostra piccola barchetta ci sta aspettando ormeggiata davanti alla corte di Rivalta sul Mincio, proprio accanto all’antica “cavana”. Questa costruzione ottocentesca, forse di origine veneziana , era un ricovero per le imbarcazioni e ben rappresenta l’antichissimo legame tra gli abitanti delle campagne mantovane e le acque placide del fiume Mincio.
 
Da secoli la corte si apre come un abbraccio verso il fiume e oggi è il punto di partenza di tutte le escursioni: vi si trovano l’ufficio informazioni, un ostello ricavato in un edificio bianco sovrastato da un vecchio faro e un piccolo museo etnografico dei mestieri del fiume, dove sono raccolti antichi attrezzi, imbarcazioni e uccelli imbalsamati.

 

 

  La corte di Rivalta sul Mincio  

 

 Il Mincio nasce a Peschiera del Garda e le sue acque sono quelle del Lago di Garda. Nella sua corsa verso Mantova lungo il confine Lombardo – Veneto attraversa luoghi di cui è sempre stato protagonista: fu teatro di antiche battaglie; scorre sotto ponti storici come quello di Borghetto; regala poi le sue acque al meraviglioso Parco Sigurtà, fino a rallentare diramandosi in mille rivoli poco prima dei laghi di Mantova. 

Proprio in questo intricato dedalo si sviluppa il Parco Naturale delle Valli del Mincio, un’oasi naturale protetta, ricchissima di flora e fauna sorprendenti. Siamo a due passi da Mantova, ma l’ambiente ci porta ad altre latitudini.

 

  Ninfee gialle  

 

La nostra barchetta, dicevamo: per sfruttare al meglio la visita e per un impatto ridottissimo sull’ambiente, si utilizzano piccole imbarcazioni che possono ospitare al massimo 10 persone. Il fondo delle barche è piatto e questo consente di inoltrarsi anche nei canali dove l’acqua non arriva a 50 centimetri di profondità. La vegetazione ci avvolge e varia di continuo: ci si infila in strettissimi canali tra i canneti dove le piante lasciano pochissimo spazio e sembra di entrare nella foresta tropicale. Da un momento all’altro potrebbe uscire qualche scimmia o qualche serpente aggrovigliato tra i rami, mentre dall’acqua ci si aspetta il salto di qualche piraña. Niente di tutto questo, ovviamente! Ma di sicuro, con un po’ di attenzione, osserverete appollaiati, oltre a cigni e anatre, anche molti aironi bianchi, rossi e cinerini. Soprattutto nei “chiari”: specchi d’acqua privi di vegetazione che assomigliano alle radure nei boschi. Questi “chiari”, un tempo utilizzati per gli appostamenti di caccia, sono oggi un riparo per i grandi uccelli durante le migrazioni oppure per la nidificazione. 

 

  Navigazione nella giungla!  

 

Ma le sorprese nelle Valli del Mincio sono anche a pelo d’acqua. Le ninfee, innanzitutto: un immenso tappeto bianco o giallo a seconda della fioritura. E poi la magia riservata ai fortunati che visitano il Parco nei mesi estivi: la fioritura del fior di loto.

Nel 1921 una biologa mantovana si fece portare alcuni bulbi dai monaci missionari in oriente. Si voleva sperimentare e vedere se la pianta avrebbe potuto attecchire anche nei laghi mantovani. A distanza di quasi un secolo, l’esperimento può dirsi parecchio riuscito!

Luglio e agosto sono i mesi della fioritura e i grandi petali bianchi e rosa ricoprono l’acqua a migliaia, mentre le foglie grandi come ombrelli disegnano un’ideale percorso per le barche.

In realtà, ci racconta il nostro giovane e preparatissimo “comandante”, le barche della Provincia sono costrette spesso ad intervenire addirittura per estirpare le piante e ricreare la via tra i canali!

 

  La fioritura del fior di loto  

 

  Il fior di loto  

 

Il percorso della nostra navigazione, iniziata da Rivalta sul Mincio, ci porta verso Mantova, fiancheggiando prima il Santuario della Madonna delle Grazie e poi Borgo Angeli. Il Santuario risale al XV secolo e venne costruito dalla famiglia Gonzaga in segno di devozione alla Madonna. Ancora oggi è meta di pellegrinaggi e centro di una grande festa che si tiene a Ferragosto.

Borgo Angeli è l’ultimo paese prima dei laghi e della città. Anche questo agglomerato di case è stato fondato dei Gonzaga nei primi anni del 1400 e ospitava famiglie di pescatori. Anche oggi le attività principali sono tutte legate alla pesca, dalla costruzione di imbarcazioni alle reti, fino alle osterie dove i prodotti del fiume sono apprezzatissimi.

E infine si entra nel primo dei laghi di Mantova! Sullo sfondo, tra torri e cupole, il celebre profilo della città capitale italiana della cultura 2016.

 

  Verso il Monastero delle Grazie  

 

Giriamo la prua della barca verso Rivalta, dove arriveremo dopo altri 45 minuti di lenta navigazione. L’escursione dura oltre 1 ora e mezza ed è adatta a chiunque, bambini compresi. Le acque calme e dai fondali molto bassi, la barca lenta e le meraviglie della natura rendono questa uscita sicura, piacevole e molto divertente anche per i più piccoli.

Per informazioni su costi e modalità di prenotazione abbiamo contattato www.navigazionemincio.it dove troverete anche molte curiosità sull’ambiente e sulla storia del fiume e degli abitanti delle campagne circostanti.

 

  Un airone cinerino  

 

 

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