La nuova Milano nel quartiere Isola
SkylinePalazzo Lombardia

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"Milano vicina all'Europa" 

 

cantava Lucio Dalla nel 1979. Già allora Milano rappresentava “l’Europa”, ma è soprattutto negli ultimi 5 anni che la città si è sempre più avvicinata alle metropoli europee, in alcuni casi superandole.
Forse all'inevitabile prezzo di allontanandosi sempre più dal resto d'Italia...

Milano oggi é sempre più internazionale, é moda, cinema, avanguardia culturale. Fa tendenza rispetto al resto del Paese, ma a volte é lei stessa a dettare le mode d'Europa. 
Milano è la moda. 
Certo l'Expo, piaccia o meno, ha dato una grande spinta a questa forte modernizzazione, ma ridurre tutto al grande evento del 2015 sarebbe riduttivo.
La skyline è cambiata profondamente. Grazie alla voglia di essere all'altezza del resto del Mondo e della sua velocità; a qualche architetto spregiudicato; a qualche piano regolatore estremo e forse un po' impopolare.

 

“Hanno distrutto il bosco di Gioia, questi grandissimi figli di troia!”

 

cantava Elio e le Storie Tese, protestando contro l’urbanizzazione esasperata e a qualsiasi costo.

  

  Palazzo Lombardia  

 

Milano é veloce, ma una velocità diversa da quella inglese o americana.


"Milano a portata di mano
Ti fa una domanda in tedesco 
E ti risponde in siciliano"

 

Sempre Lucio Dalla.

 

É internazionale, Milano, ma non si stacca dal suo passato.

Ovunque si trova qualche traccia dei tempi andati: l'atmosfera (e qualche osteria!) tra gli angoli di Sant'Ambrogio, gli antichi lavatoi dell'Ottocento tra la movida del Naviglio grande, e perfino a Isola, il suo quartiere più moderno...

Già, Isola un tempo era zona popolare e un po’ isolata per colpa di quella ferrovia che la tagliava dal resto della città.
Oggi é il quartiere del Palazzo della Regione, della torre Unicredit e del "bosco verticale", di Piazza Gae Aulenti.

 

  La torre Unicredit  

 

Arriviamo una mattina d'estate con meno di un quarto d'ora a piedi dalla stazione centrale. Tra i palazzi e le vie già trafficate ci si alza davanti allo sguardo il Palazzo della Regione Lombardia. Proprio qui sorgeva il “bosco di gioia”, un parco con moltissime specie di alberi, abbattuti nel 2006 tra le proteste dei residenti e di cittadini illustri come i già citati Elio e le storie tese e Dario Fo.

 

Il Palazzo è indubbiamente bello, avveniristico e ipermoderno…ma forse sarebbe stato bello anche un bosco urbano! Tant’è che ora, a pochi metri dallo stesso Palazzo della Regione, stanno costruendo una sorta di “biblioteca degli alberi”: un’opera di rimboschimento con diverse specie di arbusti e alberi a disposizione della cittadinanza. In pratica stanno tentando di ripristinare quello che hanno distrutto…

 

Proseguendo oltre Palazzo Lombardia troviamo il celeberrimo Bosco Verticale. Si tratta di due palazzi che hanno visto il titolo di miglior grattacielo del mondo nel 2015. Un’opera che cerca di coniugare il grattacielo con il verde, in un intreccio di materiali d’avanguardia, di grande impatto e di indubbia originalità.

 

  Il Bosco Verticale  

 

Hanno appena compiuto 2 anni e rappresentano ancora una delle più belle opere (e a minor impatto ambientale) d’Europa.

 

  Dettaglio del Bosco Verticale  

 

Poco oltre svetta la guglia della Torre Unicredit che, con i suoi 231 metri, è l’edificio più alto d’Italia.

La torre, ricoperta di led, è costantemente illuminata ed è sicuramente un colpo d’occhio d’effetto sul profilo di Milano.

 

Sotto alla torre, qualche metro sopraelevata rispetto alla strada, si trova Piazza Gae Aulenti, moderno centro di aggregazione sorto insieme alle nuove opere architettoniche. Questa Piazza non è solo un insieme di locali ed esercizi commerciali, ma soprattutto è qui che ha il suo vero cuore la nuova Milano, quella che con occhio fiero guarda l’Europa.

Oggi è diventata a pieno titolo uno dei simboli di Milano.

 

  Piazza Gae Aulenti  

 

La nuova Milano fatta di nuove tecnologie, di cristallo e acciaio, di architettura d’avanguardia… ma anche quella che sa preservare il fascino del suo passato.

La Milano che da Gae Aulenti tende l’orecchio verso Via Rosales e sente sferragliare orgoglioso il suo vecchio tram.

 

 


 

 

  

 

 


 

 

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