Spoleto: il Museo Diocesano

 

Conoscete Paperone de’ Paperoni?

No, no…non intendo il ricchissimo vecchio zio di Paperino!

Intendo il Vescovo che governò la Diocesi di Spoleto dal 1285 al 1290!

Stupore! Eppure il suo ritratto fa bella mostra di sé nella grande sala dei Vescovi del Museo Diocesano di Spoleto… Non ci credete? Continuate a leggere….!

Questo piccolo spazio espositivo adiacente il Palazzo Vescovile  conserva diversi interessanti reperti di arte Umbra, ma soprattutto racconta molte interessanti curiosità.

Sapevate ad esempio che nel Quattrocento una bolla papale vietava, nel periodo pasquale, la rappresentazione della crocifissione con persone vere?

I fedeli quindi si organizzarono diversamente e crearono curiose statue di Gesù crocifisso. C’erano alcune particolarità che caratterizzavano queste statue allo scopo di renderle più “vere” possibile: innanzitutto avevano braccia snodabili che si potevano muovere lungo il corpo. Avevano vene in rilievo create usando un intenso colore violaceo sotto uno strato di rosa; sul costato avevano un buco che rappresentava la ferita inferta a Gesù. All’interno della statua veniva poi inserito uno stomaco di capra appena uccisa; al momento opportuno lo stomaco veniva premuto e il sangue usciva dal foro rendendo la ferita ancora più verosimile.

Ultimo dettaglio: la lingua mobile! Nella bocca di Gesù c’era una lingua rossa di legno, collegata ad un filo che arrivava fin dietro la schiena della statua. Questo filo veniva manovrato dal portatore, in modo da far uscire la lingua penzolante dalla bocca per dare l’effetto di maggior sofferenza.

 

   

 

   

 

Nel giro del Museo Diocesano di Spoleto potrete vedere trittici, pale, antichissimi crocifissi lignei, le statue di Santi e un busto bronzeo  di un Papa, opera del Bernini.

Vincenzo Barberini infatti, Vescovo di Spoleto dal 1608 al 1617, divenne Papa con il nome di Urbano VIII ed ebbe grande importanza nella storia della Diocesi Umbra. Fu il primo infatti che catalogò ed inventariò tutto il patrimonio artistico diocesano e, una volta Papa, non perse i contatti con Spoleto ma, al contrario, contribuì a rinnovare ed abbellire la Cattedrale trasformando gli interni medievali con il gusto barocco dell’epoca. Proprio in quell’occasione al Bernini venne commissionato il busto bronzeo del Papa da esporre in Cattedrale.

 

   

 

   

 

E poi c’è Paperone de’ Paperoni, dicevamo: nella sala dei Vescovi, tra i ritratti di Cardinali e Monsignori che governarono la Diocesi, compare anche Paparonus de Paparonis. Fu Vescovo alla fine del 1200 ma i suoi 5 anni di reggenza sarebbero passati del tutto inosservati se non fosse che il traduttore italiano di Topolino passò da Spoleto, probabilmente a fare il turista. Visitò la sala dei Vescovi ed evidentemente, gli cadde l’occhio proprio sul ritratto di Paparonus.
Quale miglior nome per lo zio, capostipite delle dinastia dei paperi? Così nacque uno dei nomi più famosi dei fumetti in lingua italiana. E così questo Vescovo si è ritagliato un posto nella storia, anche se in un ambito un tantino diverso dal suo!

 

Il percorso museale termina all’interno della splendida Basilica di Sant’Eufemia, situata all’interno dell’area del Palazzo Vescovile. Le notizie più antiche della Chiesa risalgono al X secolo, periodo durante il quale alla Chiesa venne unito un Monastero di Benedettine.

La Chiesa è l’unica dell’Umbria ad avere dei matronei, ovvero il piano superiore destinato alle fedeli di sesso femminile.  In realtà l’impianto originario non prevedeva i matronei finalizzati alla separazione tra i sessi, visto che si trattava della Chiesa di un convento femminile e quindi ad uso privato, ma semplicemente ricalcava la struttura delle Chiese longobarde a cui si ispirava.

 

   

 

Nel corso degli anni ha subito moltissimi interventi, alcuni di restauro, altri con sostanziali modifiche all’edificio. Tra questi – negli anni 50 - purtroppo, il deliberato sradicamento degli affreschi di cui rimangono solo pochissimi esempi.

L’edificio romanico rappresenta un gioiello meraviglioso tant’è che tutti lo vediamo da anni in tv.

Dove? Nella fiction don Matteo! Sant’Eufemia infatti, nella fiction, è la Chiesa parrocchiale proprio del prete impersonato da Terence Hill.

 

   

 

Se passate per Spoleto, fate una visita anche al Museo Diocesano: scoprirete un sacco di curiosità!

 

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