Siracusa e il Barocco Siciliano
NotoTeatro Greco

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Siamo in Sicilia da quattro giorni e, nonostante sia febbraio, la temperatura continua ad essere sufficientemente mite per godersi qualche passeggiata all'aperto.

La giornata di sole ci porta a Siracusa, città natale di Santa Lucia.


Dedichiamo la mattinata alla visita del teatro greco e della Neapolis.
Fino a sedicimila persone potevano trovare posto in questo capolavoro classico completamente scavato nella roccia bianca. Un tempo poteva addirittura essere allagato per le rappresentazioni delle battaglie navali, mentre oggi viene utilizzato per importanti rassegne teatrali estive. Tra le curiosità relative al teatro, alcune iscrizioni incise nella roccia, con dediche tuttora perfettamente leggibili, ad alcune nobili famiglie dell’epoca.
Accanto al teatro l’antica cava di calcare che nasconde grotte e anfratti, ma che soprattutto è ricoperta di alberi di arance e limoni.
Tra le varie grotte la principale e più famosa è chiamata Orecchio di Dionisio. Si tratta di una grotta artificiale a forma di orecchio, con incredibili proprietà acustiche. Non resistiamo alla tentazione di provare l’effetto dell’eco…e nemmeno a quella di staccare un arancio tra le migliaia che ci circondano colorate sugli aranceti.


Lasciamo la zona della Neapolis per entrare sull’isola di Ortigia. Serve parecchia attenzione per capire quando si lascia la terraferma. Il vecchio nucleo di Siracusa è infatti collegato al resto della città da un semplice ponte. Attraversatolo, si entra in un trionfo di barocco, come la gran parte delle città del sud ovest siciliano.La particolarità di Siracusa però è data anche dagli innumerevoli resti degli edifici greci: ne è straordinario esempio il Duomo, le cui colonne portanti sono ancora quelle originali del tempio greco.


I tavolini dei caffè in Piazza Duomo aspettano qualche cliente sotto il sole già primaverile. E’ l’immagine della Sicilia dei romanzi di Camilleri. Il sole, il cielo terso, poche persone sedute a chiacchierare pigramente. Ci adeguiamo volentieri ai ritmi rilassati. Lo sguardo scorre sul palazzo del Municipio, il palazzo Arcivescovile, il palazzo Beneventano del Bosco. La Piazza lascia ammutoliti per la bellezza degli edifici che ne tracciano il perimetro…
Continuiamo a passeggiare per il centro. Percorriamo vie e vicoli tra i palazzi barocchi, giardini e graziosi cortili. Complice la bassa stagione, la tranquillità è totale…
Puntiamo al Piccolo Teatro dei Pupi, sperando vi sia qualcosa in tabellone o, per lo meno, sperando di poter visitare il laboratorio….ma “complice la bassa stagione”, troviamo tutto chiuso. Ci sentiamo però di suggerire comunque una visita.

Puntiamo verso Piazza Armerina per visitare la Villa Romana del Casale. Prima però decidiamo di arrampicarci per le strette vie del centro storico, fino a raggiungere, sulla sommità della collina, la Piazza della Cattedrale. Il Paese sembra quasi ignorato dai visitatori, ma vale decisamente la pena passeggiare tra i palazzi barocchi, alcuni di “gattopardiana” memoria, altri piuttosto abbandonati a loro stessi, ma dal fascino un po’ malinconico…


Prima di entrare alla Villa Romana. Ci prendiamo una comoda pausa a “La Tavernetta” (Via Cavour, 40) dove ci vengono servite una superba pasta alla norma e un’eccellente pasta con le sarde e il finocchietto.


Il lato estremamente positivo delle visite fuori stagione è che all’interno della Ville eravamo in quattro…l’ideale per ammirare con tutta la tranquillità gli oltre tremila metri quadri di mosaici perfettamente conservati. La Villa venne sepolta sotto una frana nel dodicesimo secolo e rimase sotto al fango per oltre settecento anni. Negli anni 50 del secolo scorso iniziarono i lavori sistematici di scavo, che portarono alla luce gli antichi splendori ancora intatti. Camminare su un patrimonio così antico e così ben conservato mette parecchia emozione...

Per il nostro ultimo giorno siciliano ci riserviamo la parte più golosa. Dulcis in fundo…cioccolata modicana e gelato di Noto. Un viaggio è anche esperienza di gusti. I sapori e i profumi, soprattutto in Italia, sono parte della cultura. E la Sicilia, da questo punto di vista, ne è straordinario esempio.
Noto vale il viaggio per la splendida Cattedrale, tornata all’antico splendore dopo anni di restauri successivi al rovinoso crollo del 1996. Come tutte le città di questa zona, è un piacere passeggiare tra i palazzi, per le vie del centro, quasi a caso.
Purtroppo un violento temporale raffredda la nostra idea di proseguire per Ragusa. Temporeggiamo ancora nel centro di Noto, in un delizioso caffè-libreria-negozio ricavato in un palazzo storico. Perfetto mix tra storia, tradizioni e modernità…


...come la splendida terra che ci ha ospitati.

 

Alcune immagini...

  • Teatro Greco
  • Teatro Greco
  • Teatro Greco
  • Teatro Greco
  • Orecchio di Dioniso
  • Aranceti
  • Cattedrale di Santa Lucia
  • Palazzo Arcivescovile
  • Cattedrale di Santa Lucia. Colonne Greche.

 

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