Sydney: quattro giorni Aussie
ManlyOpera House dall'Harbour Bridge

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Fare i turisti a Sydney è quasi del tutto inutile. C’è poco da vedere, pochissimo da visitare ma moltissimo da “fare”. La città potrebbe essere inserita, a buon diritto, nella top ten delle più vivibili al mondo e come tale non va vista, ma vissuta.
Giovane, dinamica e vivace con un gran numero di negozi, centri commerciali e ancor più di locali e ristoranti dove cenare o, più semplicemente, dove bere un aperitivo ascoltando musica live.
Arriviamo in Australia alll’inizio di ottobre e il clima è favorevole, sia in centro città che nel sobborgo costiero di Manly e sulle sue spiagge…


L’intera storia di Sydney è praticamente racchiusa in un isolato, alla sommità settentrionale di Hyde Park: l’antica zecca, che batteva moneta reale inglese dal 1850 al 1926; l’antico ospedale di Sydney, noto anche come Rum Hospital in quanto costruito con i proventi delle vendite di rum; il palazzo del parlamento e la biblioteca di stato.
Proprio di fronte alla State Library inizia il Royal Botanic Garden. Per la verità dalla downtown, zona di uffici e centri commerciali, fino al lungomare dell’Opera House, vi è un susseguirsi continuo di parchi e giardini: l’Hyde Park, il Domain e, appunto, il Royal Botanic Garden.
Quest’ultimo è particolarmente piacevole per una rilassante passeggiata tra alberi secolari, una serra tropicale, uno splendido giardino giapponese, e uno spaccato di foresta pluviale dove albergano indisturbati decine di cosiddette volpi volanti…altro nome per identificare i pipistrelli giganti (tetri e un po’ inquietanti…) che penzolano tranquilli sulle teste dei passanti.
Verso il lungomare, dietro ad un gruppo di alberi, fa capolino la punta di una vela in ceramica. La sommità del più famoso monumento dell’intera Australia. Ogni anno almeno quattro milioni di persone fotografano l’Opera House, senza dubbio l’elemento di maggior richiamo della città.
L’effetto da lontano lascia indubbiamente senza fiato. La maestosità della struttura si integra meravigliosamente nella baia e anche noi non resistiamo alla tentazione di scattare decine di foto, da ogni angolo e prospettiva.
L’Opera House nacque grazie ad un concorso pubblico per riqualificare il litorale industriale, alla fine degli anni 50. Vinse uno sconosciuto architetto danese, che iniziò a realizzare il progetto utilizzando tutte le migliori tecniche dell’epoca: pilastri in calcestruzzo e piastrelle in ceramica. A nostro avviso l’edificio rende molto meglio da lontano che da vicino, risultando i materiali utilizzati parecchio obsoleti e piuttosto pesanti.
La parte inferiore della piattaforma che sorregge il Teatro è un piacevole susseguirsi di affollati locali dove sedersi e godersi il panorama dell’Harbour Bridge di fronte e dell’Opera House sul lato.
Proprio dove inizia il ponte, dal lato opposto rispetto al teatro, si trova il vecchio quartiere The Rocks. Si tratta del primo insediamento storico della città di Sydney. Molti edifici storici sono stati distrutti per fare spazio a più moderni palazzi, ma una recente opera di recupero del patrimonio storico ha reso la zona un punto di attrazione turistica (per questo poco apprezzata dagli abitanti…), con molti locali e ristoranti e un piacevole mercatino di artigianato e souvenir.


Merita una visita l’acquario, dove sono straordinariamente ricostruite la barriera corallina con il più grande gruppo di squali in cattività al mondo e dove attraverso tunnel subacquei è possibile passeggiare a stretto contatto con razze, squali e altri pesci.

Dedichiamo una giornata alle spiagge e scegliamo Melley, una delle mete dei surfisti. Il periodo è anche quello del festival jazz e la cittadina è una vera esplosione di musica ed entusiasmo.
Reti da beach volley si susseguono lungo il chilometro di sabbia mentre le onde avvolgono decine di atleti sulle tavole. Lungo la via principale, dal molo di attracco dei traghetti per Sydney, fino alla spiaggia sul lato opposto della baia, si susseguono i palchi dove band jazz, scuole di musica e altri artisti si esibiscono senza sosta. Sulle strade altre band improvvisate e artisti di strada suonano a volume altissimo, in un rincorrersi e sovrapporsi di note.


Profumo di sale, musica, sabbia e sole, tipico delle festose cittadine di mare: un’Australia da cartolina che si lascia respirare a pieni polmoni.

Lo sapevate che...? L’architetto danese Jørn Utzon, progettista e realizzatore dell’Opera House, non vide mai la propria opera completata. Il moltiplicarsi dei costi previsti per la realizzazione portarono alle dimissioni di Utzon nel 1966. Da quel momento l’architetto non volle mai più tornare in Australia.

 

Alcune immagini ..

  • Sydney tower
  • Sydney
  • Downtown
  • Biblioteca
  • Statue "abbigliate"...
  • Royal Botanic Garden
  • Royal Botanic Garden
  • Volpi volanti
  • Royal Botanic Garden
  • Royal Botanic Garden
  • Royal Botanic Garden
  • Harbour Bridge

 

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