#PilloleDi Oaxaca

 

#PilloleDi vuol essere un modo nuovo di raccontare una città: in 5 foto e meno di 300 parole.

Una sintesi da leggere in due minuti, durante i quali descriveremo le caratteristiche della città e le principali attrazioni da non perdere.

Eccovi le "pillole di" Oaxaca.

 

Oaxaca è un luogo dove trovare il Messico più autentico. La cittadina coloniale dall’aria tranquilla e rilassata offre ancora molte delle tradizioni locali. Qui infatti abbiamo assaggiato le chapulines, il mezcal e passeggiato per i mercati tra i più vivaci di tutto il Paese.

Intorno allo Zòcalo, la coloratissima piazza principale, si trovano gli edifici coloniali di origine Cinquecentesca e la bella Cattedrale di Santo Domingo, in stile barocco come la maggior parte degli edifici religiosi delle colonie spagnole.

Vale la pena sedersi e osservare, a Oaxaca. Magari godendo della piacevole temperatura che allieta le giornate estive: siamo infatti a 1500 metri di altitudine. Osservare i mercanti di huaraces, i tipici sandali locali, oppure di spezie colorate tra cui spicca rossissimo il peperoncino. Oppure si può visitare una delle distillerie che producono il Mezcal, facendosi raccontare la tradizione secondo cui al fortunato che finisce la bottiglia tocca il privilegio di mangiare il gusano, il bruco che abita nell’agave e che fa bella mostra sul fondo di ogni bottiglia che si rispetti!

Oaxaca è famosa anche per uno dei più importanti siti archeologici messicani: Monte Albàn.

Importante centro della civiltà zapoteca, fu una delle prime città della Mesoamerica e per un millennio (dal 550 a.C. al 750 d.C.) capitale di un vero e proprio stato. Il sito archeologico è caratterizzato da due enormi piattaforme, a nord e sud, accessibili attraverso grandi scalinate; intorno si trovano gli edifici cerimoniali e due campi per il gioco della palla e una serie di costruzioni decorate e piccoli monumenti in pietra scolpita, tra i quali i famosi “danzantes”: statuine antropomorfe che sembra stiano ballando (ma in realtà erano prigionieri torturati!).

La maggior parte dei reperti sono conservati nel Museo Regionale, nel Convento di Santo Domingo, accanto alla Cattedrale.

 

   

 

   

 

   

 

 

 

 


 

 

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