La ferrovia delle Ande: elogio della lentezza!

 

Questo post è un elogio della lentezza!

Le foto che vedete sono state scattate tra i vagoni di un treno in corsa...bè..."corsa" è un concetto parecchio estremo per questo treno..

Correva l'anno Duemila e la ferrovia é quella delle Ande, che unisce Cuzco con Puno, sul Lago Titicaca.

Trecentottanta chilometri di Perù, in 12 ore.

 

Si arriva rilassati, senza ansie, senza affanni e senza spettinarsi! Nemmeno uscendo tra due vagoni in movimento per qualche foto.

Il passaggio alla stazione di La Raya, a 4319 metri s.l.m, ne fa una delle ferrovie più alte del mondo e i suoi panorami rendono il viaggio una vera esperienza.

 

   

 

Vette innevate si alternano ad altipiani dove il vento scompiglia l'erba e spettina i lama. Ogni tanto una Chiesetta tra chilometri di nulla; qualche piccola stazione vuota dove il treno si ferma e dove nessuno sale e nessuno scende. Piccoli paeselli di case in fango ospitano persone per le quali il passaggio del treno rappresenta ancora una curiosità e, soprattutto, una fonte di reddito.

Il treno infatti rende omaggio a quella curiosità e spesso si ferma, in mezzo al nulla e apparentemente senza un motivo. Giusto il tempo di vedere anziane mani che si allungano per vendere del pane, dei biscotti o delle (deliziose…giuro!) empanadas.

 

   

 

Poi, giusto il tempo di mangiare quello che si é comprato e magari di comprare anche una bottiglia di qualche bibita.

E giusto il tempo di finire anche la bibita. E magari di fare qualche foto, e di sgranchirsi le gambe... E magari di fare due chiacchiere con i commercianti che, nel frattempo, hanno venduto tutto.

Ehi...allora forse abbiamo capito l'obiettivo della fermata?! Giusto in tempo...!!

Poi un sibilo invita a risalire e si riparte.

 

   

 

Il treno ha un orario di partenza da Cuzco e nessun altro orario. È la perfetta rappresentazione del Sudamerica più autentico, dove l'attesa fa parte del gioco, delle giornate, della vita. E la pazienza fa parte integrante con l'attesa.

Ma poi si arriva! Basta non perdere la fiducia.

Non la perdono di certo i viaggiatori di seconda classe, quella dove enormi pacchi tenuti chiusi con le stoffe colorate fanno compagnia alle persone impegnate a non far scappare le loro galline lungo il corridoio del vagone!

Un lungo viaggio in treno, in fin dei conti, è uno specchio meraviglioso del contesto sociale e culturale del Paese che ci sta ospitando. Ed esserne parte con lentezza, pazienza e partecipazione è spesso un privilegio al quale forse non siamo più abituati...

 

   

 

 

   

 


 
 

 

 

 

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